solitudine imprenditore

Imprenditore: un eroe solitario

Fare l’imprenditore non è semplice, né banale.

Da fuori, per chi non sa cosa vuol dire, può sembrare tutto bellissimo, meraviglioso, una sfida continua con sé stessi e con il mondo esterno ma la verità è che, per fare questo lavoro ci vuole coraggio, forza d’animo, determinazione e tutta una serie di caratteristiche tipiche delle persone di successo.

La solitudine dell’imprenditore: un eroe solitario

Il lato patinato dell’imprenditoria, quello che viene solitamente stereotipato e presentato quasi come un privilegio, in realtà nasconde in sé degli aspetti che solo chi fa l’imprenditore può capire.
Fare l’imprenditore è un viaggio che si percorre in solitudine. Sì, perché l’imprenditore, per quanto circondato da collaboratori, professionisti, amici, famigliari e conoscenti, durante il suo percorso vive costantemente momenti di grande solitudine e questa diventa una compagna di vita.

Quindi, anche se di fatto l’imprenditore non è solo, questo stato d’animo è spesso presente in lui e, credimi, da imprenditrice so di cosa sto parlando!
È proprio questa condizione che ci fa sentire unici, siamo quasi degli eroi pronti a combattere per raggiungere i nostri sogni ed è proprio nei momenti in cui sei solo con te stesso, immerso nel silenzio della tua solitudine circondato da tutte le difficoltà e le problematiche che ogni giorno ti trovi a dover affrontare, che nascono le idee e la creatività si esprime. Così prendono vita nuove intuizioni che ti rendono unico in quello che fai e che ti spingono a migliorarti costantemente.

Basti pensare a come l’imprenditore non condivida mai i suoi dubbi o pensieri con i dipendenti, e spesso nemmeno con la propria famiglia, per non generare ansia o preoccupazioni inutili.

La solitudine è mitigata quando l’azienda va a gonfie vele e l’imprenditore è circondato da persone che lo stimano e lo rispettano proprio perché riesce ad avere un grande impatto positivo sulla gente; basti pensare a un imprenditore con 20 dipendenti: le sue scelte hanno un impatto non solo sui suoi dipendenti ma anche sulle loro famiglie e la stessa cosa vale per i suoi collaboratori, i fornitori e così via…

Ma quando le cose iniziano a non funzionare come previsto, ecco che improvvisamente l’imprenditore rimane veramente solo con le sue difficoltà, il senso di disagio si fa largo e lo sguardo delle persone che prima ti ammiravano sembra che cambi, tutto intorno a te sembra essere diverso.

Pensateci bene, quando un dipendente perde il lavoro, si crea intorno a lui un senso di sostegno ed empatia, ma cosa succede quando un imprenditore invece è costretto a chiudere la propria azienda e ad assumersi la responsabilità dell’impatto -in questo caso negativo- che questa scelta obbligata avrà sui suoi dipendenti e sulle loro famiglie?

Questo, naturalmente, è un caso estremo, un esempio per farti comprendere come il ruolo dell’imprenditore sia un ruolo complesso e che a volte implica anche delle scelte forti ma necessarie ed inevitabili.

Ma la solitudine dell’imprenditore in realtà è una costante quotidiana delle nostre vite, anche al di fuori dell’orario di lavoro e al di fuori dell’azienda, di fatto, l’imprenditore non smette mai di essere un imprenditore.

Quando torna a casa dalla sua famiglia, l’imprenditore non mette da parte le preoccupazioni, ma vive la sua vita nonostante le difficoltà e porta dentro di sé il peso delle sue scelte che non riguardano solo lui ma tutto l’ambiente che ruota intorno al sistema-azienda.

Quando ero bambina ricordo che ero felicissima di accogliere mio padre che tornava a casa dopo una lunga giornata, giocava con me, sorrideva e si divertiva nonostante la sua testa fosse piena di pensieri, poi crescendo ho acquisito maggiore consapevolezza e quando sono diventata io stessa un’imprenditrice ho capito come l’imprenditore sia un eroe solitario e quanto la forza che ha dentro di sé sia unica e rara. Ma cosa intendo realmente quando dico che l’imprenditore è un eroe solitario? Non può sfogarsi e raccontare tutto a chi non è come lui, non capirebbero.
Quando le cose funzionano allora anche l’ambiente lavorativo e famigliare funzionano e creano delle sinergie che giovano all’imprenditore e gli danno la carica e la forza di crescere e far prosperare la sua azienda, ma è nei momenti di difficoltà che il sostegno di chi abbiamo intorno fa la differenza e spesso l’imprenditore non è capito se non da chi vive la sua stessa condizione.

Esiste la teoria dei pari secondo cui “diventi chi frequenti” e ricordati che i grandi personaggi della crescita personale dicono che tu sei la media delle 6 persone che frequenti più spesso, quindi fai un elenco di chi frequenti maggiormente, a parte la tua famiglia, e sappi che tu sei la media di queste 6.

Allora, caro imprenditore, il consiglio che mi sento di darti è quello di circondarti il più possibile di persone simili a te e che ti comprendano profondamente, persone che vivono ogni giorno le tue stesse difficoltà, persone che, come te, hanno scelto di mettersi in gioco per avere un impatto su un numero maggiore di individui rispetto a chi invece ha scelto di lavorare per qualcun altro.

Se non hai intorno a te un ambiente che ti supporta, persone che ti comprendano e ti capiscano, imprenditori che, come te, hanno fatto errori e li hanno rimediati e sanno darti consigli e dirti la cosa giusta al momento giusto, ti suggerisco di iniziare subito.

Se non ti circondi di tuoi simili potresti non avere il supporto necessario nei momenti di crisi e rischi di mollare ad un passo dall’oro, come nel libro di Napoleon Hill dove uno dei personaggi, dopo anni di ricerca dell’oro molla tutto ad un metro di distanza dalla scoperta di una cava piena di ricchezze e vende tutta la strumentazione a chi dopo di lui divenne milionario.

Circondati di pari, ovvero di persone che possano capire ciò che fai e ciò che vivi ogni giorno.

Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la biologia, disse:

“L’ambiente ci forma” quindi se vuoi crescere e migliorare e non essere vittima degli ostacoli che la vita ti mette di fronte per farti avanzare, creati un ambiente supportante, un ambiente che comprenda ciò che fai e che ti sostenga in ogni tuo passo.

Se ciò che ho scritto in qualche modo ti ha toccato e ti riconosci nelle mie parole, osserva prima di tutto l’ambiente nel quale vivi e domandati se le persone che ti circondano sono le persone giuste da tenere al tuo fianco, se così non fosse, fai come ci insegna la matematica: “l’eliminazione” porta al risultato finale. E se proprio non puoi eliminare gli elementi distonici della tua vita perché fanno parte di amici e famiglia ai quali sei legato, condividi il meno possibile con loro ciò che fai o frequentali quanto basta e soprattutto pensa a come puoi migliorare la tua condizione se invece ti affiancassi ai tuoi simili.

Inizia a confrontarti con queste persone, parla, arricchisci te stesso e vedrai che raggiungere il successo in questo modo sarà molto più semplice e più veloce.

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