fatturazione elettronica

Perché la Fatturazione elettronica è imparziale

La legge di bilancio 2018, come è ben noto, ha reso obbligatoria la fatturazione elettronica per chiunque sia in possesso di una partita IVA.

A quasi un anno dalla sua entrata in vigore, è bene fare il punto della situazione e tirare le somme in merito a questo provvedimento. Una misura pensata più per tutelare l’Agenzia delle Entrate piuttosto che volta ad agevolare grandi e piccoli imprenditori nello svolgimento della loro attività. Basti pensare alla miriade di artigiani e micro-imprese che conservano ancora un approccio estremamente manuale nella propria attività, il mio pensiero va a questi piccoli produttori locali nelle valli, nelle campagne o a chiunque abbia un’attività il più lontana possibile da tutto quello che è il mondo di Internet e dei computer. È facile comprendere l’enorme disagio che questo provvedimento ha creato al tessuto così eterogeneo di imprenditori del nostro Paese. Un Paese, il nostro, in cui questo tipo di micro-imprenditori costituiscono una grossa fetta dell’imprenditoria nostrana.

Ma andiamo con ordine.

Cos’è la fatturazione elettronica?

La fatturazione elettronica è un nuovo sistema attraverso il quale le aziende sono chiamate a inviare e conservare le fatture emesse attraverso programmi appositi, mandando in pensione la tradizionale fattura cartacea a favore del formato digitale. Questo ha permesso di risparmiare i costi di stampa, spedizione ed archiviazione.

Questo sistema, decisamente più moderno, se da un lato permette di avere una contabilità più ordinata e consente di automatizzare l’archiviazione delle fatture, dall’altro annovera numerosi svantaggi, soprattutto a scapito di quei piccoli imprenditori che svolgono attività prettamente manuali ed hanno ben poca dimestichezza con la tecnologia.

Fatturazione elettronica: gli svantaggi

L’adempimento di tale obbligo di legge ha reso la gestione della fatturazione senza dubbio più complessa, obbligando gli imprenditori a sostenere maggiori costi per la gestione della propria contabilità, costringendoli ad acquisire software dedicati alla gestione della fatturazione elettronica ed andando così a gravare sui costi amministrativi. Costi che l’imprenditore deve sostenere di tasca propria, contraendo margini di utile che invece potrebbero essere reinvestiti per far crescere l’attività!

In definitiva possiamo dire che questo nuovo sistema di fatturazione è stato introdotto in un contesto imprenditoriale che non era ancora pronto ad accogliere un tale cambiamento epocale – sia dal punto di vista della mentalità che dal lato puramente tecnologico –  e senza dare nemmeno il tempo sufficiente agli imprenditori di prendere dimestichezza con questo nuovo approccio.

Col tempo sicuramente la fatturazione elettronica aiuterà le aziende ad avere una contabilità più ordinata ma non si può certo dire che abbia agevolato cittadini ed imprenditori per i quali questo provvedimento non è altro che l’ennesimo adempimento burocratico. Una misura preventiva e di controllo che non fa altro che portare via tempo a quello che invece dovrebbe essere il focus principale di ogni imprenditore: generare fatturato e far crescere la propria azienda!

Per il momento l’unico vantaggio tangibile va a favore degli organi di controllo che in questo modo possono monitorare maggiormente chi già naturalmente emette regolare fattura e paga i tributi, senza tuttavia andare ad arginare in alcun modo il fenomeno del lavoro in nero (chi non emetteva fatture prima, non inizierà di certo ora).

In definitiva il sistema di controllo e la gestione del fenomeno dell’evasione fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate è costruito su delle basi distorte. Basti pensare a come, in caso di incongruenze, l’Ente dia per scontata la colpevolezza del contribuente anche senza delle reali evidenze. Al contrario, bisognerebbe dare fiducia agli imprenditori e premiare chi fa bene e lavora in modo onesto anziché alimentare il sospetto di colpevolezza, spesso illegittimo e dettato da regole numeriche in cui è impossibile far rientrare – se non in maniera forzata – tutta la miriade di situazioni e casistiche in cui si trovano imprese del nostro Paese.

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