elusione fiscale

Elusione fiscale

Una frase utilizzata per spaventare l’imprenditore inconsapevole che non sa come scaricare i costi aziendali in modo strategico e “del tutto lecito” per ottenere
il massimo risparmio fiscale.

Caro imprenditore, oggi ti voglio parlare dei mille dubbi che ti assalgono ogni volta che devi scaricare i costi della tua azienda.

Quante volte ti sei sentito dire dal commercialista che ti segue che molti dei costi che vorresti scaricare –  perché in qualche modo inerenti alla tua attività – in realtà non puoi dedurli? O peggio ancora ti sei trovato migliaia di euro in bilancio di costi indeducibili?!

Imprenditori e commercialisti spesso sono terrorizzati all’idea di incorrere nel reato di elusione fiscale.

Elusione fiscale: definizione

Ma cosa vuol dire veramente elusione fiscale? Tutto è niente a meno non che non abusi delle leggi violandone i termini di applicazione!

In semplici parole con l’elusione fiscale il contribuente utilizza una norma di legge, aggirandola, con il fine di pagare i tributi in maniera ridotta.

È semplicemente un termine utilizzato dai commercialisti timorosi che non sanno applicare le corrette strategie nel rispetto delle leggi per aiutare l’imprenditore ad ottimizzare il suo carico fiscale.

Elusione Fiscale: esempi

Ti faccio un esempio. L’amministratore di una società di capitali può prelevare i soldi dalla propria azienda in diversi modi: quello più comune, e caldamente raccomandato dai commercialisti, è il compenso amministratore. Con questa modalità però devi tenere conto del fatto che, se desideri ricevere un compenso netto di circa 1.500 € al mese, allora ne dovrai prelevare 2.200 €+ 502,04 € di INPS, per un totale di 32.424 € annuali quando in realtà nelle tasche dell’imprenditore ne vanno solo 18.391 €.

Nella tabella di seguito puoi vedere il calcolo preciso del mio esempio:

Ovviamente questa tabella è generica perché poi il calcolo dell’Irpef è fatto in base agli scaglioni di reddito, di seguito ti indico la tabella in modo tale che tu possa capire in che modo la percentuale va ad aumentare in proporzione al reddito.

Stai tranquillo se la cosa non ti è immediatamente chiara, il punto sul quale voglio porre l’attenzione è che il compenso amministratore è stra-tassato e non è vantaggioso ai fini del risparmio fiscale e le cifre che trasferisci in questo modo sul tuo conto personale fanno reddito, reddito sul quale ogni anno sei chiamato a pagare i tributi.

Certamente questo sistema è comodo nel momento in cui hai bisogno di un reddito personale per noleggiare o acquistare un’auto o per chiedere un mutuo in banca per l’acquisto di un immobile ad esempio, ma se non hai questo tipo di necessità, allora ti posso dire che esistono dei metodi meno onerosi per prelevare denaro dalla tua azienda; uno di questi sono le diarie e i rimborsi chilometrici.

Diarie e rimborsi chilometrici: cosa sono e come utilizzarli

Le diarie, meglio note come costi di trasferta, sono disciplinate dal D.P.R. n. 917/1986   Art. 51 comma 5 e sono un’indennità che spetta all’amministratore e/o ai dipendenti per ogni giorno di trasferta a titolo di rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio.

Come utilizzare i rimborsi chilometrici in modo strategico e lecito

Naturalmente ogni costo portato in deduzione deve essere coerente con l’attività sia per la tipologia di costi che per la frequenza con qui questi vengono utilizzati e deve essere supportato da sufficiente materiale probatorio, le cosiddette “pezze d’appoggio”, che si rivelano indispensabili in caso di controlli fiscali.

La documentazione probatoria è fondamentale per tutelarsi di fronte ai controlli e la finanza, per svolgere correttamente il suo lavoro, ha bisogno di verificare qualsiasi spesa e – ripeto – qualsiasi, attraverso dei giustificativi. Le modalità di controllo da parte degli organi competenti sono le stesse indipendentemente dal tipo di costo che vai ad imputare alla tua attività.

Quindi, senza abusarne e nei limiti della legge, è possibile inserire in nota spese tutti i costi sostenuti per i viaggi di lavoro come ad esempio alberghi, ristoranti, auto, benzina, etc.

Tali spese inoltre possono essere gestite al meglio programmando gli spostamenti e, se nei tuoi viaggi di lavoro c’è una commissione personale, un incontro con un amico, o qualsiasi cosa che non riguarda l’azienda, non credo che nessuno ti possa fare le pulci su questa cosa, l’importante è che, nel momento in cui ti muovi per lavoro, raccogli tutta la documentazione che serve a dimostrare che quel viaggio lo hai fatto per lavoro.

Inoltre raccogliere la documentazione facilita il lavoro agli organi di controllo senza che questi debbano impazzire a ricostruire il tuo storico perché a quel punto se ti fanno il mazzo hanno anche ragione perché sei disordinato e disorganizzato cosa che un imprenditore non deve essere.

Cosa sono le diarie giornaliere

L’art. 51 comma 1 del TUIR stabilisce inoltre che l’amministratore o il legale rappresentante dell’azienda hanno diritto anche all’indennità di trasferta, ovvero per ogni giorno di trasferta si ha diritto a un rimborso forfettario di 46,48 €/al giorno per le trasferte nazionali e di 77,47 €/ al giorno in caso di trasferte internazionali. Questi rimborsi sono forfettari, quindi che vengano spesi o meno, l’imprenditore ne ha comunque diritto.

Le diarie giornaliere, così come i rimborsi chilometrici, sono inoltre un costo aziendale e sono quindi interamente deducibili e completamente esentasse perché, in quanto rimborsi, non sono un ricavo e non contribuiscono a formare il tuo reddito personale.

Quindi, caro imprenditore, in questo articolo ti ho dimostrato che esiste una legge che ti dà la possibilità di avere un compenso da amministratore che non solo è stra-tassato ma che ti fa anche reddito. Allo stesso modo esiste una legge che ti permette di avere un rimborso sui viaggi di lavoro ed un’altra legge che dice che hai diritto a dei pasti quindi spiegami una cosa, se rinunci ai compensi da amministratore e sfrutti una legge che ti dice che puoi percepire la stessa cifra attraverso il rimborso dei pasti e dei viaggi che devi sostenere tutti i mesi, che cosa significa? Che stai eludendo le leggi? Ma di cosa stiamo parlando????!!

Se io utilizzo la legge che mi dà la possibilità di avere lo stesso stipendio del compenso ma esentasse vuol dire che eludo lo Stato? Percepire o meno il compenso amministratore è una scelta, non un obbligo. Se i viaggi sono veri e se mensilmente mi posso prelevare 929,60 € dal conto aziendale, allora vuol dire che eludo lo Stato quando invece è lo Stato stesso ad aver fatto questa legge per me come amministratore? Lo vedi che la parola elusione serve solo per spaventare la gente? Quindi, nei limiti dell’etica comportamentale e legale, puoi sfruttare in modo intelligente le leggi fatte apposta per te, imprenditore.

Tutte queste strategie sono valide e legali allo stesso modo perché ci sono delle leggi che le disciplinano e le prevedono, quindi la domanda che ti voglio fare, caro imprenditore, è: ma perché non utilizzare le strategie per te più vantaggiose per risparmiare il più possibile ed utilizzare quel denaro in modo più saggio per far crescere la tua azienda?

La scelta di come percepire i tuoi soldi spetta a te, così come la responsabilità di dire al tuo commercialista quale via desideri percorrere.

Contatta Sabina Cappellacci

Se anche tu desideri applicare le strategie più efficaci per abbattere la tua base imponibile, scrivimi e sarò lieta di analizzare la tua situazione insieme al mio team di specialisti per fornirti la soluzione più adatta a te!

Contattami o compila il form, sarò lieta di aiutarti nel migliorare la tua gestione finanziaria aziendale.

Richiesta Informazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Stanco di pagare troppe tasse?
 

Ti aiuterò a fare impresa e dormire sonni tranquilli